DESIDERARE

Come desiderare autenticamente, senza limiti

Chi si trova in viaggio nella notte buia deve fare appello a tutte le risorse di cui dispone per tracciare un strada.” (Moreno Morani, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità, del Medioevo e Geografico-ambientali all’Università degli Studi di Genova.)

La parola “desiderare” viene dal latino de-sidus (astro) e significava «non disporre ancora di astri favorevoli a qualche nostro scopo». Questo perché, nel passato, l’uomo leggeva il cielo, attraverso l’astrologia, per decidere quali passi muovere nel cammino della sua esistenza.

L’essere senza stelle può evocare, ad un primo livello, l’immagine di un viandante che, nella notte, e sopraffatto dal buio, trova difficoltà ad orientarsi e tracciare, simbolicamente, anche il proprio percorso evolutivo.

Non è raro che mi capiti di lavorare con clienti che non sanno dove andare, che si sentono senza direzione, in blocco di fronte alla possibilità di esprimere autenticamente i loro desideri e necessità, o anche solo di darsi il permesso per farlo.

Almeno solo in apparenza.

La confusione può nascere dal fatto che i desideri che pensiamo di desiderare non sono nostri. 

A volte sono i desideri della società: tante belle scatole infiocchettate, fatte in serie, che noi scegliamo come se ci trovassimo a vagare lungo le corsie di un supermercato.  

Ecco, prendo il desiderio di aver successo come Tizia e Tizio” (ma, poi, che vuol dire “successo?”), oppure “questa esperienza è da fare assolutamente almeno una volta nella vita” (e chi lo ha deciso?).

Altre volte sono “desideri ereditati”, il desiderio che abbiamo messo sulle nostre spalle per la felicità di qualcun altro. 

La maggior parte di queste cose non sono desideri, quanto piuttosto bisogni decisi da altri, che certamente non celebrano la persona UNICA che sei e che vorresti essere.

IL CORAGGIO DI DESIDERARE

Ogni volta che esprimi un desiderio modifichi la struttura dell’Universo” (Igor Sibaldi)

Per desiderare occorre coraggio. Sì, coraggio. 

Il coraggio di scegliere per noi stesse anche quello che non è ben disposto – ed immediatamente accessibile – sugli scaffali del minimarket dei desideri.

Il coraggio di toglierci di dosso quella patina da “brave bambine” che non chiedono mai nulla per sé stesse.

Il coraggio per il quale, pur apprezzando quello che si ha, ci si vuole dare l’opportunità di evolvere da dove si è.

Desiderare è un atto di coraggio perché, come tutti gli eroi ed eroine di ogni storia che si rispetti, tra te e la realizzazione dei tuoi desideri sai che troverai ostacoli da superare e “nemici” da affrontare. 

AFFRONTA I TRE NEMICI

Se anche tu vuoi modificare il tuo “universo” ma non sai da dove iniziare, ti elenco 3 nemici del coraggio del desiderare più alcuni semplici esercizi per iniziare ad affrontarli e superarli.

1 – La paura del fallimento

Ah, il fallimento. Io sono una grandissima fan del fallimento 🙂

Forse potresti non essere d’accordo con me e, in effetti, desiderare può far rima con la paura di non riuscire ad ottenere. 

Eppure è proprio nel fallimento che creiamo quella opportunità di avvicinarci alla realizzazione dei nostri desideri.  

Concediti l’esperienza del fallimento focalizzandoti sul fatto che attraverso gli errori puoi costruire quel bagaglio di risorse su cui puoi contare per realizzare i tuoi desideri, passo dopo passo. 

Con cadute comprese nel pacchetto!

Come fare amicizia con il fallimento?

Ripensa a una esperienza che reputi un totale fallimento nella tua vita, descrivila nei dettagli e poi trova almeno tre (o più) insegnamenti preziosi che hai ottenuto grazie proprio a quel fallimento. Poi prendi quel foglio e incornicialo! 🙂

2 – Il giudizio

Non ce la posso fare”, “è un desiderio troppo grande”, “ma chi sono io per pensare di realizzarlo?”.

Le parole hanno un grande potere e se usi questo linguaggio per parlare dei tuoi desideri li stai mortificando e, cosa ancora peggio, li condanni a “morte certa”.

Come smontare il giudizio?

Ti invito a chiudere gli occhi e a chiederti: chi nel passato diceva quelle frasi? Una volta individuati i proprietari delle frasi del tuo dialogo interno, puoi ridare simbolicamente loro quelle frasi e quei giudizi, pensando a te che restituisci loro “il libro dei giudizi” che contiene quelle stesse frasi e poi procedere oltre. D’ora in poi saprai che non ti appartengono. 

3 – La sfiducia

Capisco che, in una situazione come quella attuale, farsi prendere dalla sfiducia sia abbastanza naturale. E, bada, non ti sto dicendo di ignorare il contesto. Ti esorto a non “affidarti” al contesto. La realtà non è mai solo come ti viene descritta (soprattutto) dai media e sappi che, mentre io e te siamo qui a parlarci di crisi e Covid, là fuori qualcuno sta facendo grandi scoperte e portando alla luce invenzioni stratosferiche. 

Solo la fiducia è in grado di generare prospettive, obbligando ad uno sguardo che va oltre l’apparenza.

Allenarsi a credere nonostante tutto è un passo fondamentale per coltivare desideri. 

Il “desiderium” latino non è solo la mancanza di astri, ma anche una antica nostalgia per qualcosa che non abbiamo ancora, ma che sentiamo ci appartenga.

È la nostra natura più autentica che ci chiama e ci invita a trovare il coraggio di (ri)connettersi a lei, anche in tempi così sfidanti.

Come trasformare la sfiducia in fiducia?

Parti da te e dalle tue risorse. Identifica 3 momenti della tua vita in cui hai sentito realizzazione per qualcosa che hai fatto ed elenca con estrema precisione tutte le risorse che hai messo in campo. Quelle saranno le basi della tua fiducia, le tue pozioni per allenarti nella nobile ed antica arte del desiderio.