I doni della Befana per iniziare il tuo 2021

“Befana a chi?” 

È davvero un peccato che questo personaggio nel corso del tempo sia stato semplicificato, banalizzato e, diciamolo, ridicolizzato nell’immaginario collettivo tanto da diventare un insulto giocoso per chiunque venga appellata in questo modo.

In realtà la Befana è la rappresentante femminile di una ricorrenza tra le più magiche della nostra cultura: l’Epifania.

Si tratta di una parola di derivazione greca che significa letteralmente “manifestazione divina” (dal verbo greco epiphànein, composto di epì dall’alto e phànein apparire). Fuori dal contesto religioso, assume il significato di rivelazione.

Se ci pensi, quanto è interessante la Befana come portatrice di rivelazione?  

Ecco perché voglio raccontarti qualcosa in più sulla storia di una delle più interessanti figure del folklore popolare.

Sono certa che conoscerai “La Befana vien di notte”: anche se ne esistono differenti versioni, in questa filastrocca, la Befana mantiene alcune caratteristiche fisse, a metà fra una strega cattiva e una nonna buona. Viene descritta come una anziana brutta, mal vestita, ma che, a cavallo di una scopa, fra la notte del 5 e 6 gennaio, solca il cielo, per consegnare tanti regali ai bambini.

Se ci svincoliamo dall’immagine contemporanea, possiamo pensare che in questa notte la Befana possa simbolicamente portare anche a noi una serie di doni. 

E no, non parlo di leccornie (anche se non mi tiro indietro!) 🙂

Parlo di qualcosa di molto più prezioso e significativo.

LE ORIGINI DEL CULTO DELLA BEFANA

Le origini della Befana sono oggetto di numerose ricerche, e sembra che il suo culto risalga al mondo pagano dei popoli nordici che contavano 12 notti dopo il Solstizio d’inverno, celebrando la morte della natura, ma anche la sua futura rinascita. 

Era un tempo essenziale per la semina e si diceva che delle ninfee volassero sopra i campi per propiziarne la fecondità.

Questo sta all’origine del mito delle “creature a cavallo della scopa”.

Per i romani, sarebbe stata Diana, insieme ad altre donne, a volare sopra la vegetazione naturale per fertilizzarla.

Potresti avere già sentito parlare di Diana. Si tratta della greca Artemide – uno degli archetipi con cui lavoro, come ti racconto qui – dea della caccia e della natura, ma anche dell’astro lunare, il cui rinnovamento mensile rimanda, simbolicamente, al ciclo della vita e delle stagioni.

La molteplicità delle narrazioni simboliche venne poi assorbita (e, ahimé, rivista) dalla religione cattolica, che iniziò a contare i 12 giorni dal Natale (l’antica festività del Sol Invictus), trasformando la pagana Diana nella Befana.

IL FUOCO COME SIMBOLO DI PURIFICAZIONE

Soprattutto nel nord Italia spesso il giorno della Befana è festeggiato con un falò durante il quale viene bruciato un fantoccio dalle sembianze “befane”. 

Questa tradizione non va confusa con la criminale pratica del rogo delle streghe. Si tratta, invece, di un rito propiziatorio al passaggio stagionale: attraverso la purificazione delle fiamme, la morte, simbolicamente rappresentata dall’inverno, può lasciare spazio al calore, simbolo di abbondanza.

Il dono del fuoco, nel momento più rigido dell’anno, ci insegna a lasciare andare quello che non è più utile nella nostra vita – che sia un pensiero, una relazione o anche un progetto -, in modo che il nuovo possa essere “seminato” e crescere in un terreno pulito e fertile.

Questo importante tema è al centro di un interessante racconto della tradizione russa.

LA STREGA BABA JAGA

La “nostra” Befana, assomiglia molto alla strega Baba Jaga, derivando entrambe dalla stessa radice archetipa del culto della Dea-cavallo, già presente nei romani.

Subito si fece notte… Baba Jaga era una creatura veramente spaventosa. Viaggiava non su un carro o in una carrozza ma in un mortaio che si spostava da solo…e intanto cancellava le tracce alle sua spalle con una scopa. Aveva il mento ricurvo verso l’alto e il lungo naso verso il basso, così si incontravano al centro. Aveva una barbetta a punta tutta bianca e verruche sulla pelle. Le lunghe erano nere e spesse…” (“Donne che corrono coi lupi”,  “Vassilissa”, Clarissa Pinkola Estés)

Così viene descritta la Baba Jaga in questo antico racconto in cui la giovane Vassilissa deve svolge una serie di difficili compiti dati dalla strega, ottenendo la finale benedizione e il dono del fuoco.

Le prove superate rappresentano il viaggio di apprendimento che ogni donna deve affrontare per ricongiungersi con il proprio selvaggio, permettendole, infine, di avere una conoscenza intima dei cicli Vita/Morte/Vita della natura.

Perché ti ho raccontato tutto questo?

Perché ignorare il nostro passato e la nostra cultura è possibile che renda più difficile il nostro viaggio alla scoperta di chi siamo. E poi, ogni festa affonda le radici in tradizioni sagge e spesso connesse alla natura, un elemento fondamentale e troppo spesso sottovalutato dalla nostra “testa occidentale”.

COME ONORARTI NEL GIORNO DELLA BEFANA?

Ecco alcuni rituali propiziatori per aprirti al nuovo anno attraverso questa giornata dal potente simbolismo.

1. Apriti all’importanza dei cicli naturali

La società moderna non ci ha aiutato a mantenere viva questa antica consapevolezza. Pensa solo a tutte le pubblicità anni ‘80-’90 che ci proponevano di fingere che il ciclo mestruale non esistesse grazie a qualche miracoloso assorbente…

Seguire i propri cicli naturali significa iniziare a conoscerti, a comprenderti e a sentirti connessa con il ciò che ti circonda.

Nel viverli, la donna comprenderà sempre più i suoi ritmi interiori, fra cui i ritmi della creatività, del parto dei figli psichici e forse anche di essere umani, i ritmi della solitudine, del gioco, del riposo, della sessualità e della caccia”. (“Donne che corrono coi lupi”,  “Vassilissa”, Clarissa Pinkola Estés)

Inaugura un diario nel quale prenderai nota, ogni giorno, della fase lunare in cui ti trovi, del tuo ciclo e di come ti senti. Fai che siano note molto essenziali e brevi, di modo che tu possa identificare eventuali ricorsività nel tempo.

Ti aiuterà a rinnovare il rapporto con la ciclicità e a scoprire cose di te che magari prima risultavano nascoste.

2. Accogli l’elemento fuoco

Questo ultimo anno mi ha donato l’opportunità di vivere in campagna e di imparare l’arte dell’accensione del fuoco (ovviamente senza “diavolerie contemporanee”).

Si tratta un’esperienza che ti consiglio caldamente di fare. Potrai così vedere il grande simbolismo racchiuso nell’atto dell’accensione del fuoco e l’opportunità di allenamento delle proprie risorse: la precisione e la cura della giusta preparazione e della giusta “miccia”, l’agilità dell’alimentazione iniziale di legna che deve essere sequenziale e proporzionale alla potenza della fiamma, il coraggio nella gestione della potenza del fuoco che divampa aiutato dal vento e la pazienza dell’alimentazione del fuoco nel tempo. 

Il fuoco ha una simbologia molto vasta, ma in questo specifico momento ti invito ad accoglierlo come simbolo di distruzione di ciò che non ti va più nella tua vita e di forza e tenacia di affermazione di sé stesso. E ancora, puoi farti ispirare da lui per un rituale di “accensione” del tuo desiderio come miccia simbolica di quella spinta vitale necessaria per dare il via a ciò che desideri per te. 

3. Crea la tua ruota dell’anno

La ruota dell’anno è un antico calendario celtico che segnava la ciclicità delle stagioni dividendola in otto sabbat cui corrispondevano le principali ricorrenze. Si tratta di uno strumento piuttosto interessante, oltre che particolarmente affascinante, per pianificare il tuo anno da un punto di vista personale e professionale. 

Come funziona? Puoi associare ad ogni periodo dell’anno un obiettivo (professionale e personale) da portare a termine, una risorsa da coltivare o anche solo una intenzione verso te stessa o gli altri. Io amo lavorare con 4 mazzi di carte d’intuito che mi aiutano a fare emergere desideri e obiettivi attraverso un lavoro di ricerca parimenti razionale e intuitivo.

Ecco il work in progress per l’anno 2021:

Se l’idea ti piace, ma non sai da che parte iniziare puoi farlo insieme a me. 

Come funziona?

Dopo che avrai confermato il tuo acquisto riceverai un questionario e una proposta di data per completare insieme la ruota.

La sessione avrà una durata di 1.30h durante la quale ti aiuterò a sviluppare la tua ruota dell’anno. Le carte saranno solo il punto di partenza per ragionare insieme sui tuoi obiettivi e su come raggiungerli.

 Quanto costa?

  • La sessione di lavoro insieme ha un costo di 80 euro.
  • La sessione di lavoro + registrazione del lavoro fatto insieme + sintesi video con domande d’ispirazione fatta da me: 95 euro.

Fino a quanto dura?

Fino a Lunedì 11 alle ore 24. 

Come faccio ad acquistarlo?

Se l’idea ti piace puoi prenotare la tua sessione scrivendo a info@valentinarossetti.com dove riceverai le coordinate per il pagamento.

Ti auguro un anno di rivelazioni entusiasmanti e accrescitive. Buona manifestazione!